UN  MODO FURBESCO PER RIDURRE IL SERVIZIO DI TRASPORTO SU FERRO

L’edizione imperiese di lunedì trenta marzo del quotidiano Il Secolo XIX riporta un articolo, a firma Loredana Demer, sul progetto di spostamento del tratto terminale delle linea ferroviaria Genova-Ventimiglia a monte.

 

Attualmente, i sei chilometri interessati da questa iniziativa sono ancora coperti dal vecchio tracciato, che attraversa gli abitati di Ospedaletti Ligure, Bordighera e Vallecrosia, mentre quelli precedenti sono già stati da tempo delocalizzati.

 

Gli effetti che ha causato tale decisione sono sotto gli occhi di tutti: intere comunità sono rimaste senza la stazione di riferimento, e sono quindi costrette ad arrangiarsi con il mezzo privato o con gli autobus.

 

Riteniamo profondamente sbagliato il sistema di gestione delle strade ferrate in questione proposto dall’ingegner Giuseppe Bessone: con la scusa dell’illegalità delle sagome delle gallerie ferroviarie, si vuole favorire il traffico su gomma.

 

Forse il professionista in questione non ne è a conoscenza, ma le nuove stazioni hanno solo creato un mare di problemi ai residenti: primo tra tutti la scarsa, se non inesistente, comodità della loro ubicazione.

 

Ci domandiamo se questo signore abbia mai messo piede in una stazione ferroviaria, visto che ci vuole del coraggio a perorare una causa del genere quando basta fare un giro per i fabbricati per notare l’assoluta assenza di servizi per i viaggiatori.

 

Se andasse in porto quanto proposto, inoltre, sarebbero tagliate fuori dal servizio le tre località di cui sopra, che si aggiungerebbero ad un lungo elenco di paesi già in precedenza colpiti da provvedimenti simili.

 

Tornando verso Genova, ecco un elenco delle stazioni già attualmente in disuso, a causa di scelte politiche non sempre dettate dall’opportunità di migliorare il servizio, ma piuttosto da interessi di tutt’altra natura.

 

A seguito dello spostamento a monte del tratto ferroviario tra San Remo e Andora sono rimaste escluse: San Remo, Arma di Taggia, Santo Stefano-Riva Ligure, San Lorenzo-Cipressa, Imperia Porto Maurizio, Imperia Oneglia, Diano Marina, Cervo San Bartolomeo, e Andora.

 

E’ pur vero che alcune di queste sono state sostituite da nuove fermate, peraltro soltanto quelle così dette maggori, ma la realtà è che le nuove costruzioni sono infinitamente peggiori di quelle antecedenti.

 

Basta chiedere cosa ne pensano i cittadini di Imperia, che da due stazioni distinte – retaggio del fatto che i due comuni sono stati accorpati in Imperia dal regime fascista – si ritrovano con una sola, con un netto peggioramento del servizio.

 

Che dire, poi, della nuova stazione di Taggia, che sostituisce quella collocata nel centro della cittadina, e costringe gli utenti a lunghi trasferimenti, da effettuarsi con gli autobus di Riviera Trasporti, per poi trovarsi nel “deserto”?

 

Bosio (Al), 04 aprile 2020

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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